Archive | marzo, 2010

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#raiperunanotte: Milano chiama Bologna

Postato il 27 marzo 2010 da Alessio Baù

Un bell’esperimento: gruppo d’ascolto di piazza. Rifacciamolo! #raiperunanotte

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La legalità secondo i giovani del 20 marzo 2010

Postato il 24 marzo 2010 da Alessio Baù

A essere al corteo organizzato da “Libera” per la giornata della memoria e dell’impegno, sabato scorso, ho finito per pensare che non c’era più niente di cui preoccuparsi.

Non che manchino i segnali allarmanti, sul tema mafie: anzi, non bastano due mani per contarli.

La Lombardia è la terza regione per aziende confiscate alla mafie, la quarta per beni, e si tratta di una fotografia che continua a deteriorarsi nel silenzio di molti amministratori locali.

La morsa della ‘ndrangheta, la più potente organizzazione criminale fra le italiane, è salda in paesi della periferia come Desio, Buccinasco o Corsico, dove avvengono illeciti che vanno dall’inquinamento ambientale (173.000 metri cubi sversati di materiale tossico scoperti a Desio, l’anno scorso, per un totale di 65.000 metri quadri di terreni intossicati e sequestrati dalle forse dell’ordine), al traffico di droga (forse la massima fonte di guadagno delle mafie, a fronte di una richiesta di cocaina alle stelle), all’omicidio a sfondo mafioso (tre almeno le morti, lo scorso anno, nell’hinterland milanese).

Vedere migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze sfilare per la legalità però un segno positivo lo lancia, eccome. Quando furono uccisi Giovanni Falcone e poi, a due mesi di distanza, Paolo Borsellino, avevo meno di dieci anni, ma ben ricordo la rabbia e lo sdegno pubblici per quei fatti. Da allora ho sempre visto poco sdegno e molto silenzio. Ho visto le cose che abbiamo visto tutti.

Sabato a Milano oltre 150.000 persone si sono riunite per rileggere i nomi di chi con la lotta alle mafie ha perso la vita. Hanno chiesto verità e una classe politica degna, rispettosa delle regole e della legalità. Don Ciotti, il fondatore di “Libera”, sul palco in piazza Duomo ha quasi perso la voce per chiedere etica nella gestione della cosa pubblica. Almeno il 60% dei presenti erano giovanissimi: studenti degli istituti superiori, bambini, universitari, scout, ognuno carico di un piccolo bagaglio di fantasia, spirito di gruppo e senso del dovere. Sono il Paese reale. Mi piace pensarlo.

[Qui altre foto della giornata]

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“Fa’ la cosa giusta!”: good news, bad news

Postato il 19 marzo 2010 da Alessio Baù

Ci sono delle buone notizie. La prima: entro cinque anni il livello di convenienza fra i costi delle energie rinnovabili e quelli delle energie fossili andrà in pari. La seconda: l’attenzione generale sulla questione del cambiamento climatico è cresciuta esponenzialmente rispetto a pochissimi anni fa, tanto che il problema è sentito dal 60% degli Europei come il più grave al mondo, secondo soltanto a quello della fame. Corollario vuole che il primo elemento di competitività richiesto, nei mercati internazionali, sia oggi l’efficienza energetica, e questo naturalmente fa bene all’ambiente e innesca un meccanismo virtuoso a diversi livelli della società.

Ci sono delle cattive notizie: il dibattito sul climate change in Italia è pressoché “primitivo” – questo l’aggettivo usato da Carlo Corazza, rappresentante a Milano della Commissione Europea, autore di “EcoEuropa” presente a uno degli incontri “Energy Day” della fiera – figlio di analisi giornalistiche grossolane che all’estero nessun quotidiano si permetterebbe di pubblicare; e, soprattutto, nel pianeta si continua a consumare più risorse di quelle utili a garantire un futuro sostenibile, tanto che la corsa al nuovo colonialismo, quello che preda acqua e terre da coltivare è già iniziato, come ha spiegato, in piazza “Kuminda”, Franca Roiatti, autrice de “Il nuovo colonialismo”.

Gli appuntamenti dell’ultima edizione di “Fa’ la cosa giusta” si possono forse riassumere così: un misto di good news e bad news. Una dicotomia, questa, che ben descrive la fiera stessa, in bilico fra attenzione al green, al bio, al riuso e, dall’altra, logiche estremamente commerciali. Si dirà: è una fiera, in fiera si vende, soprattutto. Vero. Forse, quello che “Fa’ la cosa giusta” sa dare e dire a una città come Milano è che i buoni esempi non mancano: basterebbe ricordarsene di più nel quotidiano, nelle proprie scelte personali e politiche. Messe tutte assieme, fagocitate dal colosso di fieramilanocity, tendono a svilirsi sotto un paio di etichette che non possono bastare per un’analisi organica di questi problemi.

La fiera è stata, infine, l’occasione anche per puntare le luci sulla questione delle cascine da recuperare nella città di Milano, specie in vista del progetto Expo 2015. Maddalena Bregani e Salvatore Porcaro hanno presentato in sala “Green Revolution” il loro studio, ora in mano al Comune, per un progetto di salvataggio delle cascine locali, intese sia come luoghi che come pratiche culturali. Sarebbe un successo se, entro qualche anno, i buoni esempi di “Fa’ la cosa giusta” trovassero spazi come quelli, in città, ad accoglierli in forma permanente: un ponte fra tradizione e innovazione sostenibile.

[Questo post è apparso sul blog di Avoicomunicare]

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Social Milano #1

Postato il 18 marzo 2010 da Alessio Baù

Social Milano racconta dei luoghi e dei momenti di socialità di questa città.

L’unità di misura è il cortile. Milano è una città di cortili. La si scopre pezzo per pezzo calpestandone le strade e guardando tutto col naso in su, come fosse sempre la prima volta. Qui i particolari aspettano di essere osservati e testimoniati: sbucano da una passeggiata in Bovisa, da una conversazione sul 12, da una pausa pranzo a Isola; sono punti di una rete.

Milano non ha etichette che la descrivano, piuttosto sfumature. La sua vita metropolitana si declina in toni e voci di cui questo blog è in ascolto.

Benvenuti! Per sapere qualcosa su di me si può cliccare qui.

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