Via della Spiga

Com’era via della Spiga?

, 30 luglio 2010

Oggi è uno dei maggiori centri dello shopping d’alta moda a livello internazionale. Ma vi siete mai chiesti come fosse, una volta, via della Spiga?

Ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che la strada era uno dei quartieri artigiani della vecchia Milano. La via mi ha incuriosito fin dal mio arrivo in città: dietro alla patina del lusso esagerato e dei negozi c’è, nelle forme, un calore diverso, che abbozza un’origine caratteristica e una antica vivace socialità, ora sopita.

A tessere lo spirito della strada, almeno fino al boom economico di metà secolo, erano piccoli bottegai e artigiani: “Se via Monte Napoleone era il paseo dello shopping, via della Spiga era quello della spesa“, ha scritto, qualche anno fa, l’editore Giovanni Gandini nella prefazione del volume “I locali storici di Milano”.

Alcuni ateliers di moda, lì, già esistevano negli anni Trenta, e i maggiori si affacciavano anche sulle adiacenti via Senato o via Santo Spirito. Soprattutto, però, vi trovavano posto ortolani e vetrai, vinai e cestai, un cartolaio, alcuni caratteristici bar osteria e bottiglierie, il forno dei Guffanti e quello dei Mandelli, che profumavano la strada di veneziane allo zucchero.

A pochi passi dal civico numero uno, che diversi anni dopo sarebbe diventato sede redazionale della rivista “Linus”, vi erano un fruttivendolo e, poi, un singolare negozio di lucidi da scarpe e scopini, la cui mascotte era una gallina bianca tenuta libera ma legata, con un pezzo di corda, al bancone d’entrata.

I ricordi dell’epoca restituiscono l’impressione di un microcosmo milanese operoso, piccolo e medio borghese, artigiano e curioso, autodidatta e fiero. A scandire le ore di via della Spiga odori e suoni: i primi provenienti dai retrobottega dei laboratori, dove gli operai riscaldavano le vivande portate da casa al lavoro, o lavoravano il cuoio; i secondi dalle classi delle scuole elementari del civico ventinove, frequentati da centinaia di bambini in grembiule nero che, dopo l’una, invadevano disordinatamente il quartiere, diretti in via Palestro, o ai Giardini di Porta Venezia, allo zoo comunale o a sbirciare nelle varie bottegucce di zona.

Se passate per via della Spiga, allora, provate a dimenticarvi per qualche minuto delle vetrine d’alta moda. Usate tutti i sensi: forse ci saranno delle sorprese.