Archive | marzo, 2011

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Una zuppa con dentro Milano

Postato il 30 marzo 2011 da Alessio Baù

Sabato sono stato nel quartiere di Dergano (occhio, nella pronuncia si accenta come “Bergamo”) al pranzo di autofinanziamento di “ZUP”, un progetto culturale di partecipazione e rigenerazione urbana, messo in moto da Noemi Satta e Myriam Sabolla, che ho conosciuto non molto tempo fa tramite Twitter. Un cortile verde, “un’area – ci hanno spiegato – di co-working naturale”, dove si ritrovano solitamente creativi e restauratori del legno e che, sabato, ha fatto da piazza a un gruppo di milanesi curiosi.

ZUP parte con un workshop – che sta chiudendo le iscrizioni in queste ore e che si svolgerà nel corso del prossimo fine settimana, 2 e 3 aprile - proprio nel cuore del lavoro di Noemi e Myriam, Dergano: quartiere milanese di cintura, attraversato, in questi anni, da forti cambiamenti socio-culturali è già oggi metafora di una città che cambia e cerca, spesso dal basso, dalla gente, dai lavoratori e volontari che agiscono dentro a cortili e spazi abitativi e di aggregazione locali e periferici, un filo fra le sue tante identità. Poco raccontate o, peggio, strumentalizzate.

Col coinvolgimento del Consiglio di Zona 9, del Dipartimento Indaco del Politecnico di Milano, delle associazioni del quartiere Il Giardino degli Aromi e Asnada (suo focus la pedagogia per i migranti), Myriam e Noemi hanno messo in moto una azione di studio e riappropriazione dello spazio pubblico e delle dinamiche sociali che questo ospita e genera. Questo lavoro, che si preannuncia denso, sfidante e  divertente, troverà sintesi estetica e sostanziale in cucina, nella preparazione di zuppe di quartiere possibilmente simbolo e veicolo di riflessione sulla storia presente del luogo. La memoria corre a progetti come Love Difference di Michelangelo Pistoletto, ma in Zup la pratica è situata in un nucleo geografico molto ristretto e al 100% urbano e milanese.

Sono curiosissimo di saperne di più. E voi, pronti a fare i turisti nella vostra città?

Commenti (0)

Tags: , , , , , , , , , , ,

Andare in bicicletta a Milano. E sopravviverne

Postato il 02 marzo 2011 da Alessio Baù

Vivere una città dalle ruote di una bicicletta, in mezzo ai suoi rumori e ai suoi dettagli, liberi di percorrerne le strade meno conosciute, di sorridere a chi si incrocia lungo il percorso, di fermarsi a mettere il muso qua e là, con l’aria che secca la vista e il sole ad accarezzare la faccia, raggi tra un palazzo e l’altro, è estremamente divertente; una giusta misura di conoscenza e ricerca metropolitana.

Io, dalla scorsa estate, a Milano, mi sposto quasi esclusivamente in bicicletta: lavoro, casa, spesa, amici. Tocca saltare i giorni di pioggia: per quelli ci sono tram e autobus. In genere, però, pedalo. Il mattino presto è il momento peggiore: concittadini di fretta e fiumi di macchine, che salano l’aria. Qualche occasione di pericolo, purtroppo, è capitata: la città non è attrezzata per accogliere i ciclisti e bisogna essere particolarmente guardinghi negli spostamenti.

Nel 1980, il consiglio comunale milanese approvò un piano per realizzare 330 chilometri di rete ciclabile urbana: secondo gli estensori del piano il progetto era, già allora, insufficiente. Da quella delibera pochissimo si è fatto e molto, molto male. Ora, con la campagna elettorale in corsa, il tema biciclette rispunta, ma spesso mancano le competenze e l’esperienza sul campo per guardare, con lungimiranza, il tema.

Eugenio Galli è il presidente di FIAB – Ciclobby (sede in via Borsieri 4/E), associazione che promuove l’uso della bicicletta a Milano. L’ho conosciuto qualche anno fa. Ho recuperato, dai materiali di un’intervista video che gli avevo fatto (assieme a Mario Garofalo), un paio di brevi spunti che mi aveva lasciato e che desidero condividere con voi venticinque lettori: quando sentirete gli ennesimi predicozzi sulle piste ciclabili, magari, cliccate “play”.

Perché le piste ciclabili sono una mezza soluzione


Perché e come andare in bicicletta a Milano


Commenti (8)