Milano arancione

Nel dietro le quinte della campagna (web) di Giuliano Pisapia

, 26 maggio 2011
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Cinque giorni e sapremo chi sarà il sindaco di Milano per i prossimi cinque anni. Al comitato di via Sartirana in queste ore pre-ballottaggio il via vai di persone è continuo e tutti convengono: “buon segno”. I volontari sono in forze, Milano risponde. Arancione dappertutto.

Faccio parte della redazione web di Giuliano Pisapia e questo post lo scrivo dal dietro le quinte di quest’ultima, incredibile, fetta di campagna elettorale per Milano. A dadi fermi ci sarà modo di trarre riflessioni più approfondite su questi mesi di lavoro, ma condivido fin da ora un pensiero.

Il ruolo dei social media ha assunto in questa campagna elettorale dei connotati estremamente significativi, con Twitter e Facebook eccellenti protagonisti. I social media hanno amplificato il carattere partecipativo timone della proposta politica di Pisapia, sintetizzata nel lavoro di mille cittadini nell’Officina per la città, che a inizio 2011 ha elaborato la base di programma del candidato; hanno dimostrato quanto peso abbiano assunto nel recepire e diffondere fatti (questo tweet, per esempio,  è stato usato come attacco per il pezzo di primo piano del CorSera il giorno dopo il voto del primo turno); hanno generato uno dei più interessanti (e divertenti) casi di satira collettiva mai visti in rete.

La campagna per sostenere Giuliano Pisapia è partita circa un anno fa (io non c’ero, se non come cittadino simpatizzante) da Internet, attraverso un tam tam di contatti e l’apertura di una pagina Facebook e di un account Twitter. È stata una campagna che, fin dal giorno uno, si è nutrita di rete e lo ha fatto non solo sul fronte comunicativo ma anche su quello puramente organizzativo, specialmente nella prima fase di campagna. In questi mesi sono state oltre ottocento le attività promosse dai comitati sorti a sostegno di Pisapia. In tale intricata e spontanea tessitura di eventi la rete ha offerto un appoggio sicuro (mi piacerebbe risalire al quantitavo di email effettivamente scambiato fra tutti i volontari), dando conferma di quanto determinante sia divenuta nell’influenzare il modo di instaurare legami e moti di partecipazione fra i cittadini più sensibili al suo utilizzo. In una città con una qualificata alfabetizzazione web sono convinto che la rete abbia ridato slancio alle forme spontanee di aggregazione civica, a diversi livelli. Non è niente di rivoluzionario, ma un dato di fatto interessante per la sua ampiezza e capillarità. Gli stessi oltre 60.000 euro già raccolti tramite donazioni online per la campagna credo siano un segnale che conferma proprio questo assodato uso sociale della rete.

Se non è evidentemente possibile fare una comparazione assoluta fra “like” o “follower” di un candidato e i relativi risultati alle urne, è interessante osservare la presenza in rete di Giuliano Pisapia e Letizia Moratti soprattutto per avere il polso degli umori sull’uno e sull’altra. Sono già stati fatti alcuni confronti numerici, che invito a leggere.

Ciò che emerge evidente è come non sia più possibile per un politico scansare la conversazione in rete e i suoi effetti; lo sapevamo tutti già, almeno in teoria, ma mai come in questo caso la maggiore o minore preparazione e disponibilità di un candidato (e del suo staff) sul tema ha contribuito a evitare o a subite crisi reputazionali. Chi concepisce Internet come megafono attraverso cui diffondere messaggi a senso unico, a più persone possibili, con una matrice televisiva di riferimento, perde alla grande su questo terreno. Bastano i numeri sui meme prodotti, da due settimane a questa parte, dagli utenti di Twitter (poi esportato su Facebook con grande seguito) contro le bugie dette ai danni di Giuliano Pisapia per rendersi conto della vivace presa di posizione della rete: sono stati oltre 7.500 gli ormai memorabili #morattiquotes (i primi 4800 in 24 ore circa, una media di 200 tweet all’ora – qui una analisi di Luca Alagna), oltre 600 i #redronniequotes, oltre 500 le #morattipromises, circa i 500 #santanchequotes fino ad arrivare ai 4400 (per il momento) del nuovo quartiere di Milano, #Sucate,  reso erroneamente tormentone questa volta dallo stesso staff di Letizia Moratti. Centrale, in tutto questo, la convergenza dei media: è stato lo scontro televisivo fra i candidati a trainare l’ultima impennata di contatti sui social media.

Un aggettivo che forse può riassumere questa campagna elettorale è corale. I flussi di comunicazione più ingenti, virali e vincenti li hanno generati gli utenti stessi e questo ha impattato positivamente su chi li ha saputi comprendere, accogliere, rilanciare e meno positivamente fra chi non li ha, sostanzialmente, ascoltati o capiti. Ha vinto, almeno a livello di web reputation, chi ha conversato, chi ha parlato della città e si è confrontato nel territorio reale e virtuale.

Internetha scritto il direttore de Linkiesta.it, Jacopo Tondelliper la prima volta, è un campo di battaglia vero, credibile, e alla sua importanza di colpo tutti credono: perché ha contribuito in modo sensibile a un risultato a sorpresa. È vero infatti che la società è ancora tanto più grande della Rete. Ma è anche vero che a Milano, in questa città da sempre avanguardia dei cambiamenti italiani, la Rete si fa sentire ogni giorno di più ad ogni livello di discussione“. Una sintesi che sposo.

Concludo con qualche dato numerico e non che forse può interessare, con focus nelle ultime settimane.

Pisapia Facebook
13 maggio – 28.115 iscritti (scontro tivù su Sky)
20 maggio – 41.426 iscritti (primo turno)
26 maggio, oggi – 77.645 iscritti

Moratti Facebook
13 maggio – 1.850 iscritti (scontro tivù su Sky)
20 maggio – 3.158 iscritti (primo turno)
26 maggio, oggi – 36.184 iscritti (raggiunti con grosse polemiche)

Pisapia Twitter
13 maggio – 1.307 follower (scontro su Sky)
20 maggio – 3.896 follower (primo turno)
26 maggio, oggi – 5.856 follower

Moratti Twitter
13 maggio – 88 follower (scontro su Sky)
20 maggio – 170 follower (primo turno)
26 maggio, oggi – 704 follower

Quali i temi di Pisapia e di Moratti su Twitter?
(da vedere anche: http://www.myweb20.it/2011/05/pisapia-moratti-confronto-twitter)

Pisapia: sé stesso, Milano, città, WiFi, Grazie, blog, teatro

Moratti: sé stessa, Milano, mirispondi, comunali, ora, parco

Un grazie a tutta l’agenzia HAGAKURE che mi ha coinvolto per lavorare alla campagna, a Michele Bergonzi e Massimo Chierici che condividono questa esperienza con me, a tutti i volontari e i professionisti incontrati in questa esperienza speciale.

 

Un racconto, per fotografie, della campagna: su Flickr

Aggiornamento 2011: Giuliano Pisapia è stato votato Personalità in rete dell’anno alla Blogfest di Riva Del Garda

Aggiornamento 2012: per un approfondimento più organico sulla campagna è stato pubblicato da Franco Angeli un volume a tema, curato da Emanuele Gabardi, con un capitolo dedicato ai social media; fra gli altri volumi sulla campagna segnalo anche il libro che firma Miriam Giovanzana di Terre di Mezzo, “Il vento è cambiato”

Cinque giorni e sapremo chi sarà il sindaco di Milano per i prossimi cinque anni. Al comitato di via Sartirana in queste ore pre-ballottaggio il via vai di persone è continuo e tutti convengono: “buon segno”. I volontari sono in forze, Milano risponde. Arancione dappertutto.

Faccio parte della redazione web di Giuliano Pisapia e questo post lo scrivo nel dietro le quinte di quest’ultima, incredibile, fetta di campagna elettorale per Milano. A dadi fermi ci sarà modo di trarre riflessioni più approfondite su questi mesi di lavoro, ma condivido fin da ora un pensiero.

Il ruolo dei social media ha assunto in questa campagna elettorale dei connotati estremamente significativi, con Twitter e Facebook eccellenti protagonisti. I social media hanno amplificato il carattere partecipativo timone della proposta politica di Pisapia, sintetizzata nel lavoro di mille cittadini nell’Officina per la città, che a inizio 2011 ha elaborato la base di programma del candidato.

La campagna per sostenere Giuliano Pisapia è partita circa un anno fa (io non c’ero, se non come cittadino simpatizzante) da Internet, attraverso un tam tam di contatti e l’apertura di una pagina Facebook e di un account Twitter. È stata una campagna che, fin dal giorno uno, si è nutrita di rete e lo ha fatto non solo sul fronte comunicativo ma anche su quello puramente organizzativo, specialmente all’inizio. In questi mesi sono state oltre ottocento le attività organizzate dai comitati sorti a sostegno di Pisapia e in questa intricata e spontanea tessitura di eventi la rete ha offerto un appoggio sicuro, dando conferma di quanto determinante sia divenuta nell’influenzare il modo di organizzarsi dei cittadini attivi. In una città con una qualificata alfabetizzazione web sono convinto che la rete abbia ridato slancio alle forme spontanee di aggregazione civica, a tanti livelli. Niente di rivoluzionario, certo, ma un dato di fatto estremamente interessante per la sua ampiezza e profondità.

Se non è evidentemente possibile fare una comparazione assoluta fra “like” o “follower” di un candidato e i relativi risultati alle urne, è interessante osservare la presenza in rete di Giuliano Pisapia e Letizia Moratti soprattutto per avere il polso degli umori del momento su l’uno e l’altra. Sono già stati fatti dei confronti numerici. Mi limito a evidenziare due elementi. Il primo. Il secondo: chi concepisce Internet come un megafono attraverso cui diffondere messaggi a senso unico, in stile televisivo, e non comprende la forza della conversazione generabile dai social media subirà sempre la presa in giro. Bastano i numeri di questa campagna sui meme prodotti da due settimane a questa parte dagli utenti di Twitter e poi esportato su Facebook: oltre 7.500 #morattiquotes (i primi 4800 in 24 ore circa, una media di 200 tweet all’ora), oltre 600 #redronniequotes, oltre 500 #morattipromises, circa 500 #santanchequotes fino ad arrivare ai 4400 (per il momento) di #Sucate.

Un aggettivo che forse può riassumere questa campagna elettorale è: corale. I flussi di comunicazione più ingenti, virali e vincenti li hanno generati gli utenti stessi e questo ha impattato positivamente su chi li ha saputi comprendere, accarezzare, rilanciare e meno positivamente fra chi non li ha, sostanzialmente, ascoltati o capiti. Non utile usare mezzi furbi.

Ha vinto, almeno a livello di web reputation, chi ha conversato. L’ABC, per chi si occupa di comunicazione digitale.

Concludo con qualche numero che forse può interessare qualche addetto ai lavori, con focus sull’ultimo mese e mezzo.

Fascia 25-34 preminente; inizialmente 45-54

Pisapia Facebook

15.131 iscritti (week 1)

15 aprile – 16.443 iscritti (

22 aprile – 17.063 iscritti

30 aprile – 17.790 iscritti

6 maggio – 20.643 iscritti

13 maggio – 28.115 iscritti (scontro Sky)

20 maggio – 41.426 iscritti (primo turno)

26 maggio, oggi – 77.645 iscritti

Moratti Facebook

30 aprile – 1023 iscritti

6 maggio – 1296 iscritti

13 maggio – 1850 iscritti

20 maggio – 3158 iscritti

26 maggio, oggi – 36.184 iscritti

Pisapia Twitter

15 aprile – 558 follower

22 aprile – 628 follower

30 aprile – 744 follower

6 maggio – 802 follower

13 maggio – 1307 follower

20 maggio – 3896 follower

26 maggio, oggi – 5856 follower

Moratti Twitter

15 aprile – 30 follower

6 maggio – 80 follower

13 maggio – 88 follower

20 maggio – 170 follower

26 maggio, oggi – 704 follower