Alemanno, la satira e il finto profilo Twitter. Cosa succede con i fake politici all’estero? (e un pensiero a #Sucate)

Posted on 04 febbraio 2012 by Alessio Baù

Per lavoro e passione osservo come aziende, giornalisti, opinionisti, istituzioni e politici dialogano nei social media.

Ieri mattina, complice l’arrivo della neve a Roma (dopo la visita milanese: qui tanto freddo, ma pochi disagi), ho seguito i tweet del canale ufficiale del Sindaco della città, Gianni Alemanno. Scorrendo la pagina l’impressione avuta da un tweet, che ho segnalato, era di una attività vivace, ma un po’ sopra le righe (Twitter non è un fax, appunto). L’emergenza neve ha poi preso il sopravvento, e #nevearoma è diventato l’argomento più discusso del giorno sulla piattaforma. Dino Amenduni ha scoperto che la fonte di molti di questi tweet a tema, almeno inizialmente, era univoca, e ha ipotizzato uno scenario che andava ben oltre i risvolti meteorologici e ne svelava di politici. Con lui anche Tommaso Labate. C’è, infine, stata una smentita dei diretti interessati, che hanno sostenuto di essere stati, a loro volta, vittime di un’operazione progettata da altre persone, come a screditare la comunicazione social del Sindaco. Andatevi a leggere i dettagli.

Non voglio però soffermarmi qui: verranno fatte le opportune verifiche. Non mi soffermo neanche sul profilo @aledanno, creato ieri pomeriggio per rilanciare, molto chiaramente e senza filtri, tweet critici contro il Sindaco di Roma. O sulla diffusione di questo video.

Il vero caso che mi ha colpito e che sono sicuro farà discutere, è stata però la nascita, nella tarda serata di ieri di un account “finto”, un “fake” in piena regola, a tema Alemanno: questo https://twitter.com/#!/AIemannoTW. A volte basta una sola lettera di differenza (“I”) per generare molto chiasso.

Oppure basta una svista: #Sucate, vi dice niente? Come sapete durante la campagna elettorale milanese 2011 ho fatto parte dello staff digital di Giuliano Pisapia, vivendo da vicinissimo l’esplosione di quel fenomeno, che seguiva quasi a ruota quello dei #MorattiQuotes (al tempo noi dello staff ci eravamo talmente divertiti che ci eravamo fatti persino le t-shirt a tema). L’uno oggi e l’altro ieri sono casi diversi, ma li lega la medesima natura di libera presa in giro del potere. Satira. Satira collettiva. Il profilo “fake” di Alemanno ha infatti prodotto tweet palesemente satirici. Il mio preferito: “Invito i cittadini romani in difficoltà a segnalare la loro posizione rispondendo a questo Twitter. Per cortesia spargete la voce. E il sale“.

A cadere nel tranello è stata anche la conduttrice Rita Dalla Chiesa, che nel pomeriggio aveva twittato all’account (vero) del Sindaco le sue considerazioni critiche sulla gestione del problema neve. Poi, a provocarla, a un certo punto, è arrivato il tweet dell’Alemanno “fake”: “EMERGENZA NEVE: PREGHEREI @ER_PALETTA DI SGOMBRARE IL VIALETTO DI @ritadallachiesa PER CORTESIA“.

Di qui, una querelle quasi surreale fra la conduttrice e il falso Sindaco. Anche Repubblica Roma ci è cascata, così come molti lettori del feed della conduttrice.


Per chi ha osservato il susseguirsi degli eventi, da fuori, la cosa è stata perfidamente spassosa, spuntata, ancora una volta, da un’idea discussa ore prima su Friendfeed (l’utente originario, se volete, cercatelo: non è quello il punto). Insomma: quasi un #Sucate 2, il ritorno.

Il Sindaco di Roma e il suo staff, però, non hanno affatto gradito. Anzi. All’una e due minuti hanno scritto: “#romaneve #neveroma – dopo i finti fans ora il finto Alemanno CRETINI – partita denuncia – @AIemannoTW“, a cui hanno fatto seguire un tweet con un allarmato comunicato ufficiale sulla Pagina Facebook del Sindaco. Insomma, è stata annunciata una denuncia per chi ha ordito le trame.

Mi domando: ha davvero senso arrivare a tanto?

Mi sono risposto riportando alla mente alcuni casi non italiani. Secondo me qui c’è da imparare.

Cito il mio preferito. Rahm Emanuel, ex capo di Gabinetto di Obama alla Casa Bianca, è, dallo scorso anno, il Sindaco di Chicago. Prima della sua proclamazione, accanto al suo canale Twitter ufficiale, per tutta la durata della campagna elettorale, Emanuel ne ha visto esistere uno fake che gli faceva letteralmente il verso, storpiando o volgarizzando le sue dichiarazioni o inventandosele di sana pianta, con parecchia fantasia. Il canale era persino più seguito di quello suo ufficiale. Rahm Emanuel reagì proponendo, a una settimana dalle elezioni, in diretta radio, all’autore del canale, di farsi vivo e rivelare la sua identità appena passate le elezioni, promettendogli, se lo avesse fatto, di donare 5000 dollari a una causa di beneficenza scelta dallo stesso autore. Alla domanda del giornalista sull’argomento usò queste testuali parole:

Are you kidding? This guy — or gal, whoever writes — has done a huge following and a lot of people say I just read your tweet and I say huh?”. Trovate tutto l’articolo qui. Touché. E alla fine l’autore rivelò la sua identità su The Atlantic.

Fra gli altri casi di “fake” eccellenti, segnalo anche il primo ministro inglese David Cameron, in versione cattivo cattivo ragazzo: https://twitter.com/EtonOldBoys. C’è anche un finto Nichi Vendola, per la cronaca: https://twitter.com/#!/nikivendola. “K” al posto di “ch”. E “un ricordo commosso a Don Verzè“.

Su questa vicenda del fake di Alemanno e della reazione del diretto interessato e del suo staff si innestano diversi livelli di riflessione: sulla legittimità di utilizzare i nomi, pur storpiati, di altri soggetti in rete; sull’opportunità o meno della presenza di certi politici nei social media; sulla maturità della società e della classe politica italiana nei confronti della satira. Comunicativamente, a mio avviso, una risposta c’è già: difficilmente questa reazione di Alemanno piacerà o disinnescherà il fenomeno del cattivo passa parola sul Sindaco o sul problema neve.

Lo scorso settembre ho incontrato a Oslo uno dei papà di Personal Democracy Forum, il prof Andrew Rasiej. Quando gli ho raccontato dell’esperienza fatta con Pisapia mi ha detto: “Digli di creare subito un account fake che lo prenda in giro. Meglio che lo faccia lui, prima che lo faccia qualcun’altro…“.

***

Update: segnalo anche le riflessioni di Luca Perugini e Matteo Castellani Tarabini.

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3 Comments For This Post

  1. iltommi Says:

    Un analisi perfetta della faccenda.
    Complimenti.

    Trovo scandaloso che repubblica non abbia capito l’accaduto
    (il messaggio https://twitter.com/#!/AIemannoTW/status/165549853592662016 a @ritadallachiesa su @er_paletta era del finto account alemanno, e non è stato cancellato dall’account del vero alemanno semplicemente non c’è mai stato).
    O lo ha capito e ci vuole tirare su la polemica per fare ascolto?

    In ogni caso volevo farti una domanda.
    Nei casi simili che hai segnalato, in particolare in quello americano; l’account fake usava una foto reale di Rahm Emanuel?
    Era scritto nella bio del fake di Rahm Emanuel che si trattava di un fake?

    Perchè il regolamente di twitter è molto chiaro a riguardo.
    https://support.twitter.com/entries/106373
    Satira si, ma rispettando le regole.

    In ogni caso, sono quai sicuro che ai fini della legge italiana, la questione principale è che nell’account fake di Alemanno c’è la vera foto di Alemanno.

    Quello che voglio dire è che se Alemanno porta in tribunale l’autore di quell’account, se prima non lo chiude twitter stesso perchè viola il suo regolamento, vince sicuramente la causa.

    Poi sicuramente, quella delle vie legali potrebbe non essere certamente la maniera più elegante di reagire a questa faccenda.

    Ciao

  2. Alessio Baù Says:

    Ciao Tommi, grazie. Credo che Repubblica abbia inizialmente non compreso la vicenda. Poi ha corretto il tiro e oggi la spiega:

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/04/foto/alemanno_vs_aiemanno_su_twitter-29355099/1.

    Sul profilo “fake” di Rahm Emanuel ti confermo che non è specificato da nessuna parte che si tratta di un falso, e viene usata anche una sua foto. Vero è che è una foto particolare (mai un politico la userebbe per un profilo ufficiale) e che la bio è troppo irreverente per sembrare quella di un account reale. Guarda tu stesso, il canale c’è ancora: https://twitter.com/#!/mayoremanuel.

    Dato che la vicenda mi interessa, sto facendo alcune verifiche per sapere se, dal punto di vista legale, effettivamente gli autori del “fake” possano essere potenzialmente riconosciuti colpevoli di un reato. Quello che mi premeva, comunque, era ragionare soprattutto sulla gestione dell’accaduto da un punto di vista comunicativo.

    A presto.

  3. Paolo Palmacci Says:

    YOU SPALA! L’App che trasforma il tuo iPhone in una efficacissima pala per neve! http://inpastoalsilvio.wordpress.com/2012/02/05/sottozero-alemanno-it/

1 Trackbacks For This Post

  1. politicaduepuntozero » Blog Archive » Tempeste di neve e di tweet a Roma Says:

    [...] 2) questo tipo di disinformation attack, per le sue caratteristiche e per l’ampia risonanza riscossa, segnerà uno spartiacque nella comunicazione politica online italiana. E già si riflette sulle possibili strategie di difesa e reazione, in primis l’accortezza di registrare subito, per toglierli dalla disponibilità, tutti i possibili fake … [...]

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