Sanja

Sanja, una straniera a Milano

, 6 marzo 2012
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Se siete, al contrario del sottoscritto, dei pimpanti mattinieri, forse conoscerete già la sua voce: Sanja Lučić‬ apre ogni giorno il palinsesto di Radio Popolare e accompagna – col sorriso che vedete nella foto, qui sopra – i primi milanesi svegli verso le proprie giornate. La sua comincia prima di tutti, anche se mi ha confessato – qualche sera fa, di fronte a un aperitivo – che l’abitudine della levataccia alle 4.30 è restia a farsi strada. Anche Sanja, come me, ama la notte e le sue forme minimali, il silenzio composto. Il suo direttore è però convinto che sia lei la voce giusta per svegliare con dolcezza e vivacità la città più in movimento d’Italia. Alba sia. La ascoltano dai tram, dai bar e dalle auto, e lei ascolta loro. Tanta musica. “Wake up call“.

A Milano ci è arrivata ormai undici anni fa, lasciando Belgrado. È scampata alla guerra, alle sue macerie materiali e ideologiche (nel ’99 ha anche rischiato la vita), e qui ha continuato a fare quella che si è sempre sentita d’essere: la straniera (non è un caso se il suo blog si chiama proprio così, Straniera a Milano). In mezzo, al confine. Di vedetta fra una parte e l’altra d’Europa.

Sanja è una giornalista, e con una sensibilità speciale, che riconosci e che sa riconoscere storie e cambiamenti. Nonostante Milano non sia stata generosa con lei, all’inizio (“ma i milanesi non mi hanno mai fatto sentire straniera”), poi le cose sono cambiate e sono arrivate alcune belle soddisfazioni. Il successo in radio è certamente una di queste.

Sanja ha letto questo blog e mi ha scritto, ci siamo incontrati e un po’ riconosciuti. Occhi simili, mi permetto di dire. Sul mondo e soprattutto su Milano. Anch’io uno straniero, in fondo, pur sentendo questa ormai come casa.

Milano è una città dove gli incontri capitano sempre puntuali. Che bello.