Un angolo di Chiaravalle

Chiaravalle: andare in campagna restando a Milano

, 25 giugno 2015
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C’è un quartiere di Milano dove è proprio facile stare bene, passando qualche ora immersi nella campagna, lontani dal caos urbano eppure estremamente vicini. Per arrivare a Chiaravalle, a sud della città, bastano 15 minuti in bicicletta da Porta Romana, seguendo la pista ciclabile che connette il centro con l’antico borgo agricolo sorto attorno all’Abbazia fondata, nel 1135, da san Bernardo di Clairvaux. Potete anche arrivarci in autobus, con la linea 77, o con le auto del car sharing (spesso se ne trovano nel parcheggio fra la vecchia ferrovia dismessa e l’Abbazia o davanti al cimitero), oppure dalla fermata Rogoredo del Passante. L’impressione sarà la stessa: dopo essersi lasciati alle spalle Corvetto e Porto di Mare, improvvisamente il paesaggio muta, il cielo conquista spazi e, con lui, lo fanno la vista e il respiro.

Tanti nuovi milanesi conoscono poco questo quartiere, ma penso che le cose cambieranno nei prossimi anni: la zona è in forte trasformazione. Andrea Perini, Marta Bertani e Alessandro Di Donna di Terzo Paesaggio e Daniela Rocco de imondidelmondo, che sul quartiere sono impegnati in un lavoro di ricerca da alcuni anni (nell’ambito della campagna Borgomondo per Chiaravalle sostenibile), hanno recentemente lanciato l’idea di ripensare e promuovere Chiaravalle come un Rural-Urban District di Milano ad alta vocazione culturale e secondo me la direzione è quella giusta.

Il fermento che si respira a Chiaravalle ha a che fare con il ritrovato interesse, da parte dei milanesi, per la presenza della campagna in città: ne sono testimoni la rinnovata sensibilità nei confronti della riapertura delle cascine (http://www.socialmilano.org/2015/02/la-nuova-vita-di-cinque-cascine-milanesi), dell’agricoltura periurbana e dei mercati a km zero e, più in generale, di un approccio sostenibile al quotidiano. Così nel fine settimana è facile trovare persone che vanno alla scoperta o alla riscoperta del borgo. Cosa c’è di bello a Chiaravalle?

Molto.

La chiesa di Chiaravalle

C’è l’abbazia, naturalmente, con la chiesa che rappresenta uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia. Al suo interno si trova una delle prime opere firmate da Bernardino Luini. È un luogo di grande pace, bellissimo da visitare, con preziosi affreschi e un coro ligneo. L’abbazia è una miniera di sorprese: oltre alla chiesa, con il suo chiostro, ci sono il mulino, visitabile la domenica, e la torre nolare del 1300, da cui si possono ascoltare le campane suonate ancora a mano dai monaci. Nel complesso ci sono anche una bottega che vende i prodotti preparati dai padroni di casa e, per la gioia di tutti gli amanti del mistero, la sede di un’associazione di Templari.

Il frutteto di specie antiche al Parco della VettabbiaIl futuro di Cascina San Bernando

Il Parco della Vettabbia è il secondo grande cuore di questa zona. Il parco è in divenire: prevede, al termine dei lavori, 100 ettari di terreno, con 30.800 nuove piante. Al suo interno sono stati recentemente realizzati un frutteto di specie botaniche rare, che sarà presto calpestabile; un bosco umido con funzione di ecosistema-filtro; e sono state ripristinate le marcite, ferme da anni. Sarà completato entro il 2015, con l’obiettivo di valorizzare l’intero Parco Agricolo Sud Milano e potenziare il reticolo idrico dell’area e l’attività agricola, fulcro storico dell’economia del borgo. Al centro del parco sorge Cascina San Bernardo. Lo scorso anno la Cascina è stata finalmente destinata dal Comune a un progetto di recupero, che la renderà un faro all’interno del nuovo parco. Nel frattempo sono cominciate alcune attività al suo interno.

L'Anguriera di Chiaravalle

L’Anguriera, in via San Bernardo 16, è un altro luogo da conoscere. Si tratta di una piazza-giardino temporanea, attivata nell’estate 2014 e riproposta anche quest’anno da Terzo Paesaggio, animatore con imondidelmondo del progetto Chiaravalle ti s-piazza. Se una cosa mancava a Chiaravalle, quella era una piazza: e così è nata l’idea dell’Anguriera. Gli studenti della Scuola di Design del Politecnico assieme agli abitanti del borgo hanno costruito gli arredi della piazza e hanno allestito gli spazi. Se volete vivere una serata estiva bucolica a pochi chilometri dal centro città l’Anguriera è una scelta giusta. Potreste passare qualche ora ascoltando della musica, conoscendo nuovi amici o gustandovi una performance teatrale. E a pochi passi da qui c’è anche un ristorante buonissimo, che abbiamo recensito qui, Locanda Chiaravalle: http://www.socialmilano.org/2014/10/locanda-chiaravalle-il-ristorante-che-sa-di-casa.

Casa Chiaravalle

Casa Chiaravalle è il più grande bene confiscato alle mafie della città di Milano. È tornato a nuova vita dopo che è stata destinata dal Comune, in concessione d’uso gratuito, a un consorzio di cooperative (Consorzio Sis-Sistema umprese sociali, Arci Milano, la Cooperativa La Strada e Chico Mendes Onlus) per realizzare un condominio sociale per persone in condizione di temporanea fragilità. I duemila metri quadrati di immobili e otto ettari di terreno appartenevano ad un trafficante di origini calabresi. Oggi sono di tutti. Il progetto prevede anche attività culturali, occasioni di socialità, attività nell’orto e nel giardino e campi di lavoro. Recentemente ha ospitato un campo antimafia.

Il futuro cohousing di Chiaravalle

In via Sant’Arialdo 91 si trova Cascina Gerola, antica struttura del ‘600, dove, dopo l’allontamento di alcuni occupanti, stanno partendo i lavori per realizzare un cohousing. Il progetto di recupero e trasformazione della Cascina è firmato dallo studio BUNCH e si basa su principi sostenibili, perfettamente coerenti con il contesto: i sistemi di raffrescamento e riscaldamento dell’immobile saranno, per esempio, totalemente sostenuti dallo sfruttamento delle acque reflue provenienti dal vicino depuratore di Nosedo.

Quando ho scoperto Terra Rinata

Quando sono stato a Terra Rinata

A Chiaravalle ho avuto la fortuna anche di conoscere Michele Sebregondio, che cura un orto-giardino condiviso agli estremi confini della città. Si chiama Terra Rinata (https://www.facebook.com/pages/Terra-Rinata/239723236229500?fref=ts). Michele e un gruppo di volontari hanno trasformato un terreno abbandonato in uno spazio unico di “decompressione metropolitana”, coltivato secondo pratiche eco-compatibili e biologiche. Non ci sono solo frutta, ortaggi, alberi e piante: varcati i suoi cancelli ci si immerge in un piccolo mondo dove meditare, concedersi qualche ora di svago, giocare seguendo i percorsi creati da Michele. La sua è una missione: aiutare le persone a ritrovare le energie stando in sintonia con la natura, le stagioni e il bello della semplicità. Passando di qui vi ritroverete a saperne di più sul ciclo della natura, a concedervi dei minuti silenziosi dentro una tenda ai piedi degli alberi, a gustarvi profumi e sapori.

Ci ritornerete, a Chiaravalle, scommettiamo?

Terra Rinata