Archivio | Eventi e conferenze

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Il 26 gennaio ho un appuntamento al buio: Secret Dinner

Postato il 17 gennaio 2011 da Alessio Baù

Sarò fra i venti partecipanti del primo appuntamento Secret Dinner del 2011, mercoledì 26 gennaio: mi è arrivata l’email di conferma questa mattina. L’appuntamento è organizzato da Claudia, Davide e Stefano, le tre teste dietro al progetto TourdeFork. La location rimarrà segreta fino all’ultimo. Non so chi incontrerò, non so cosa mangierò, e il bello è tutto lì.

Di solito sono fortunato con gli appuntamenti al buio: vi farò sapere.

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Domenica a Milano parola agli aquilani

Postato il 26 novembre 2010 da Alessio Baù

Domenica prossima, 28 novembre, il cinema Gnomo di Milano (via Lanzone, 30) ospita una giornata di informazione e solidarietà dedicata agli aquilani, a un anno e mezzo dal sisma che ha colpito la città tutta lasciando alle sue spalle lutti, desolazione e una delle pagine più squallide della cronaca politica e amministrativa italiana di questi anni.

Tre i documentari che racconteranno l’Aquila del terremoto: “Sangue e cemento” di Thomas Torelli (alle 11), “Uscita di sicurezza” di Giuseppe Bianchi (alle 12) e il più conosciuto “Draquila” (alle 15), che sarà introdotto dalla regista, Sabina Guzzanti, in collegamento con Milano per raccontare il suo lavoro e rispondere alle domande della platea.

Durante il pranzo (alle 13.30) e l’aperitivo (alle 18.30) sarà possibile degustare ed acquistare alcuni prodotti del territorio aquilano, dialogare con i testimoni ed entrare in contatto con i Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) attivi in Abruzzo e in Lombardia, uniti da una rete di solidarietà interregionale.

Durante la giornata, organizzata da un folto insieme di associazioni  e gruppi di volontari, sarà possibile sostenere la raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare promossa dai cittadini aquilani e sostenuta dal Comitato 3e32. La giornata sarà in diretta web su C6tv. L’ingresso per tutta la giornata costa 7 euro e i ricavati saranno devoluti alle associazioni aquilane coinvolte dal progetto

Io vado, chi viene?

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“A questa città serve il racconto”. Nichi Vendola a Milano per Giuliano Pisapia: cinque punti del suo discorso

Postato il 07 novembre 2010 da Alessio Baù

“Giuliano, dimmi la prima frase”.

È cominciato con un ricordo affettuoso di Giuliano Pisapia per Nichi Vendola l’incontro di ieri sera al teatro Dal Verme fra il candidato alle primarie del centro sinistra milanese e il leader della nuova Puglia.

Erano, quelli, i tempi in cui i due condividevano i banchi in Parlamento, e la discrezione dell’odierno leader di “Sinistra e Libertà” aveva bisogno di un piccolo incoraggiamento iniziale, per spargere al microfono parole e idee.

Oggi Nichi Vendola è un sognatore sul tetto della politica italiana.

La discrezione, la cura nel suo modo di porsi c’è sempre, ma quella sorta di timidezza è diventata uno strumento di comunicazione accessibile, potente ed emozionante. Ieri sera – a fianco Pisapia e un accesissimo Gad Lerner – ha conquistato la sinistra milanese (“Left Pride”, l’ha giustamente chiamato Mario Portanova oggi sul “Fatto Quotidiano”): circa duemila persone si sono assiepate dentro al teatro (con code cominciate intorno alle 18, fra lo stupore dichiarato dagli organizzatori), e almeno altre mille o più sono rimaste fuori, tutte lì ad aspettare, soprattutto, le sue parole. Parole che narrano “situazioni di cambiamento”, citando Pisapia.

Quello che Milano ha smarrito, secondo Nichi Vendola, è “il suo racconto”, in particolare il “racconto sociale. Percepita da sempre, dai pugliesi, come “laboratorio di modernità, modernità che era efficenza e accoglienza”, la città si è poi trasformata, nei vent’anni di amministrazione a destra: “Ho visto Milano progressivamente rintanarsi – ha spiegato – l’ho vista spezzarsi con barriere sociali, culturali e architettoniche, che si sono intrecciate e l’hanno resa una città con troppe periferie non comunicanti e discariche sociali”. E ancora, ha denunciato una crescente inefficienza: “Se avessimo combinato noi al Sud un pasticcio come quello dell’Expo, ci avrebbero crocifisso”.

Secondo Vendola occorre ripristinare una visione, democratica, solidale e riformista, che nel passato ha dimostrato di far parte del dna milanese. L’amico candidato è l’uomo giusto: “Quella di Pisapia è una storia limpida. Lui non ha bisogno di inventare un pedigree elettorale”. E la sinistra milanese, ieri sera, sembrava tutta d’accordo con lui, premiato con più di una standing ovation. La sfida con l’architetto Stefano Boeri è più che mai aperta.

Ho scelto cinque brevi spunti, estrapolati e riassunti dal discorso di Nichi Vendola (che potete rivedere integralmente online), da condividere qui; cinque appunti che io per primo ho racchiuso nella memoria.

1) L’ELEGANZA DEL LINGUAGGIO

“Al posto della cultura della semplificazione bisogna ricostruire l’eleganza del linguaggio, contro un plebeismo piccolo borghese che segna il nostro vocabolario”

2) LA PAROLA LIBERTA’

“La sconfitta della sinistra non è elettorale, è culturale: Berlusconi si è inserito nell’Italia di mucillagine, lui ha vinto nel disconnettere la parola libertà dal sapere e dal lavoro, facendoci balenare un’idea di libertà che vive tutta nei circoli commerciali”

3) L’EPIFANIA DELL’OMBELICO

“Abbiamo perso anche sul piano onirico: i sogni e gli incubi sono mutati. I sogni di oggi sono dentro un circuito di epifania dell’ombelico. Ruby, lo dico con dolore, è una dissipazione di umanità”

4) SINISTRA SENZA AGGETTIVI

“Voglio essere rappresentante di una sinistra senza aggettivi. Sinistra. E punto”.

5) AMARE LE CITTA’

“Ho conservato una modalità di amare le città che è molto infantile: provo delle nostalgie struggenti per le città del mondo che amo. Desiderei tornare a Milano e riprovare lo stesso batticuore che ho provato quando avevo dieci anni”.

A me il batticuore, da milanese adottato, questa città non ha mai smesso di darlo, nonostante tutto. Chissà che non possa stupirmi ancora di più, nel prossimo futuro.

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Una lunga “Settimana” antimafia

Postato il 23 maggio 2010 da Alessio Baù

Si conclude oggi la seconda edizione della “Settimana contro le mafie a Milano“, un progetto di rete civica frutto del confronto di cittadini e associazioni, nato da una idea partorita l’anno scorso assieme ad alcuni amici sensibili alla tematica.

Come già nel maggio 2009, abbiamo promosso sette nuovi giorni di appuntamenti, sparsi in spazi diversi della città, dedicati alla legalità.

La “Settimana” è una manifestazione trasversale, costruita da diversi gruppi interessati alla promozione di iniziative culturali di cittadinanza attiva e di antimafia nel territorio milanese. La Lombardia è una delle regioni italiane con le maggiori infiltrazioni mafiose e una delle prime per beni confiscati alla mafia. A Milano le mafie, ‘ndrangheta in testa, hanno uno dei loro porti sicuri per il riciclaggio, e fanno affari d’oro, a volte purtroppo con la connivenza della politica e del mondo imprenditoriale.

Abbiamo dunque intrapreso questo lavoro di informazione e diffusione di buone pratiche: si lavora in rete e a progetto. Ci guidano un senso di unità civica e la voglia di promuovere l’idea che ogni singolo cittadino può fare la differenza: non solo denunciando certe realtà sommerse, ma anche pretendendo il rispetto dell’etica pubblica, da parte tanto degli amministratori quanto del vicino di casa. Bucare il fisco, offrire lavoro in nero, chiudere un occhio su questa o quella piccola corruzione, raccomandare e farsi raccomandare sono tutti modi per legittimare, anche in piccolo, modi di fare mafiosi. Si parte da sé stessi.

L’ultimo appuntamento della “Settimana” è oggi, alle 17.00, presso l’Albero Falcone Borsellino di via Benedetto Marcello, a Milano, per la commemorazione della strage di Capaci. Era il 23 maggio 1992. Organizza Libera.

Un grazie a tutte le persone che si sono impegnate nel progetto!

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Twittando da Perugia, per l’IJF2010

Postato il 21 aprile 2010 da Alessio Baù

Da oggi fino a domenica sono a farmi coccolare dalla piccola Perugia, in occasione dell’International Journalism Festival.

Seguirò convegni, incontri, workshop sui temi dell’informazione, della comunicazione, dell’editoria, dei social media e non solo. Se siete lontani, volete restare aggiornati e avete voglia di ascoltare i miei twit, mi leggete su http://twitter.com/alessiobau.

Se anche voi siete a Perugia fatevi riconoscere, mi raccomando.

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La legalità secondo i giovani del 20 marzo 2010

Postato il 24 marzo 2010 da Alessio Baù

A essere al corteo organizzato da “Libera” per la giornata della memoria e dell’impegno, sabato scorso, ho finito per pensare che non c’era più niente di cui preoccuparsi.

Non che manchino i segnali allarmanti, sul tema mafie: anzi, non bastano due mani per contarli.

La Lombardia è la terza regione per aziende confiscate alla mafie, la quarta per beni, e si tratta di una fotografia che continua a deteriorarsi nel silenzio di molti amministratori locali.

La morsa della ‘ndrangheta, la più potente organizzazione criminale fra le italiane, è salda in paesi della periferia come Desio, Buccinasco o Corsico, dove avvengono illeciti che vanno dall’inquinamento ambientale (173.000 metri cubi sversati di materiale tossico scoperti a Desio, l’anno scorso, per un totale di 65.000 metri quadri di terreni intossicati e sequestrati dalle forse dell’ordine), al traffico di droga (forse la massima fonte di guadagno delle mafie, a fronte di una richiesta di cocaina alle stelle), all’omicidio a sfondo mafioso (tre almeno le morti, lo scorso anno, nell’hinterland milanese).

Vedere migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze sfilare per la legalità però un segno positivo lo lancia, eccome. Quando furono uccisi Giovanni Falcone e poi, a due mesi di distanza, Paolo Borsellino, avevo meno di dieci anni, ma ben ricordo la rabbia e lo sdegno pubblici per quei fatti. Da allora ho sempre visto poco sdegno e molto silenzio. Ho visto le cose che abbiamo visto tutti.

Sabato a Milano oltre 150.000 persone si sono riunite per rileggere i nomi di chi con la lotta alle mafie ha perso la vita. Hanno chiesto verità e una classe politica degna, rispettosa delle regole e della legalità. Don Ciotti, il fondatore di “Libera”, sul palco in piazza Duomo ha quasi perso la voce per chiedere etica nella gestione della cosa pubblica. Almeno il 60% dei presenti erano giovanissimi: studenti degli istituti superiori, bambini, universitari, scout, ognuno carico di un piccolo bagaglio di fantasia, spirito di gruppo e senso del dovere. Sono il Paese reale. Mi piace pensarlo.

[Qui altre foto della giornata]

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