Archivio | Scatti speciali

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Le prime sessanta foto da quaggiù

Postato il 14 giugno 2010 da Alessio Baù

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Avventura in Sudafrica

Postato il 11 giugno 2010 da Alessio Baù

Parto per il Sudafrica.

Kodak ha scelto sette blogger di tutto il mondo (si fa per dire, tutto) da spedire in Sudafrica per raccontare, attraverso live blogging, foto e video, il clima del Paese africano in questi giorni specialissimi, di festa. Come farsi scappare questa opportunità?

Rimarrò meno di due giorni a Johannesburg, poi Cape Town, sulla punta del mondo. Sono naturalmente emozionato e pieno di curiosità per un Paese che dicono essere feroce nei colori, nella natura, nei costumi, nella sua storia. Certo anche violento, testimone di un dramma sociale che fatica a estinguersi. Ma unico: chi c’è stato non fa che pensare a un ritorno, mi hanno assicurato. Vedremo. Non vedo l’ora di conoscere Cape Town da vicino!

Potrete seguire il mio racconto, live, sui miei canali social e anche su questo blog. Qui:

http://twitter.com/alessiobau
http://facebook.com/alessiobau
http://www.flickr.com/alessiobau
http://www.friendfeed.com/alessiobau
http://www.youtube.com/masahiko83

oltre che sui canali di Kodak Italia, Facebook e Twitter in particolare. L’hashtag dell’avventura è #KodakSA.

Non sarò solo: fino al 15 giugno con me avrò sei compagni, che potete conoscere cliccando qui, e Madlen Nicolaus, la social media specialist europea di Kodak. Poi mi godrò Cape Town da solo, fino al 20 giugno, giorno del ritorno, ma continuerò a raccontare della città e del Sudafrica qui e altrove… A presto!

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Chiacchiere Fuorisalone

Postato il 16 aprile 2010 da Alessio Baù



[Fuorisalone di ESTERNI: in via Vigevano installazioni per ripensare lo spazio pubblico]

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Ritorno in città

Postato il 05 aprile 2010 da Alessio Baù

[Un edificio degli ex mercati comunali di Milano]

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#raiperunanotte: Milano chiama Bologna

Postato il 27 marzo 2010 da Alessio Baù

Un bell’esperimento: gruppo d’ascolto di piazza. Rifacciamolo! #raiperunanotte

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La legalità secondo i giovani del 20 marzo 2010

Postato il 24 marzo 2010 da Alessio Baù

A essere al corteo organizzato da “Libera” per la giornata della memoria e dell’impegno, sabato scorso, ho finito per pensare che non c’era più niente di cui preoccuparsi.

Non che manchino i segnali allarmanti, sul tema mafie: anzi, non bastano due mani per contarli.

La Lombardia è la terza regione per aziende confiscate alla mafie, la quarta per beni, e si tratta di una fotografia che continua a deteriorarsi nel silenzio di molti amministratori locali.

La morsa della ‘ndrangheta, la più potente organizzazione criminale fra le italiane, è salda in paesi della periferia come Desio, Buccinasco o Corsico, dove avvengono illeciti che vanno dall’inquinamento ambientale (173.000 metri cubi sversati di materiale tossico scoperti a Desio, l’anno scorso, per un totale di 65.000 metri quadri di terreni intossicati e sequestrati dalle forse dell’ordine), al traffico di droga (forse la massima fonte di guadagno delle mafie, a fronte di una richiesta di cocaina alle stelle), all’omicidio a sfondo mafioso (tre almeno le morti, lo scorso anno, nell’hinterland milanese).

Vedere migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze sfilare per la legalità però un segno positivo lo lancia, eccome. Quando furono uccisi Giovanni Falcone e poi, a due mesi di distanza, Paolo Borsellino, avevo meno di dieci anni, ma ben ricordo la rabbia e lo sdegno pubblici per quei fatti. Da allora ho sempre visto poco sdegno e molto silenzio. Ho visto le cose che abbiamo visto tutti.

Sabato a Milano oltre 150.000 persone si sono riunite per rileggere i nomi di chi con la lotta alle mafie ha perso la vita. Hanno chiesto verità e una classe politica degna, rispettosa delle regole e della legalità. Don Ciotti, il fondatore di “Libera”, sul palco in piazza Duomo ha quasi perso la voce per chiedere etica nella gestione della cosa pubblica. Almeno il 60% dei presenti erano giovanissimi: studenti degli istituti superiori, bambini, universitari, scout, ognuno carico di un piccolo bagaglio di fantasia, spirito di gruppo e senso del dovere. Sono il Paese reale. Mi piace pensarlo.

[Qui altre foto della giornata]

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