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Caldissimo dibattito sulla commissione antimafia a Milano. Quale futuro?

Posted on 09 settembre 2011 by Alessio Baù

Nonostante la Vogue Night, che ha intasato il centro di automobilisti in colonna (amici concittadini, tirate fuori le biciclette dalle cantine: niente di più alla moda), ieri sera al dibattito organizzato sulla commissione antimafia milanese c’era il tutto esaurito. Questa Milano che con costanza, in un crescendo partito dalla scorsa primavera arancione, partecipa, discute, litiga, si indigna, c’è, riprende, risponde, su tematiche civiche e di interesse pubblico è meravigliosa. Da quando vivo qui (cinque anni) ho sempre partecipato, a volte da spettatore, a volte da volontario organizzatore, a volte da professionista alla vita associativa e attiva della Milano civica: ma mai come in questi mesi la partecipazione è stata così diffusa, spontanea, prima positiva e sognante, ora più grintosa e realistica, in qualche caso arrabbiata (persino molto) perché le aspettative sono alle stelle e le risposte non sono sempre al passo, nonostante l’arrugginito dibattito politico sia ripartito e ci siano tante buone idee in circolo e tante brave persone al lavoro. Il vento è cambiato e ora bisogna continuare a farlo soffiare, per rimanere in questa metafora che non smette di piacermi.

Organizzato dalla redazione di Stampo Antimafioso,  in collaborazione con Le Girandole e Qui Milano Libera, l’incontro – a cui ho partecipato a titolo personale, nulla c’entra col lavoro che ho svolto durante la campagna elettorale per conto del comitato Pisapia – verteva dunque sulla prossima commissione antimafia milanese, promessa dal nuovo Sindaco, tema centrale nei mesi a venire di governo locale e, in prospettiva, elemento vitale per lo sviluppo di un futuro urbano più sano, meno sporco e di mafie e di quella corruzione politico-imprenditoriale che sta scuotendo la Lombardia anche in queste ore.

La mia impressione, derivata dal complesso delle voci provenienti dalla nuova maggioranza di Palazzo Marino che si sono ascoltate, è che ci sia ancora un ampio margine di lavoro da fare per capire che direzione dare a questo prezioso progetto.

La commissione dovrebbe – questo il parere mio e di tanti dei presenti, di tutte le età – essere a componente mista, riprendere il modello che strutturò la commissione Smuraglia di inizio anni Novanta, che registrò successi e firmò documenti importanti di supporto al buon governo. Quindi “sì” alla presenza di consiglieri comunali (4? 5? 6?), “sì” alla presenza di eminenti esperti esterni, “sì” a ruoli chiave affidati a persone competenti. Della commissione Smuraglia faceva parte anche Nando Dalla Chiesa. Il professore era fra gli ospiti della serata e ha scandito con molta chiarezza (e amarezza, a un certo punto, anzi: “disperazione”) la vitale necessità di una commissione che rimandi a quel modello; modello che ha permesso – per dare un’idea – che non si votasse praticamente mai per alzata di mano, in quanto concepito per essere strumento di lavoro indipendente, di alto profilo intellettuale, quasi accademico, d’eccellenza, fuori dalle logiche più strettamente politiche, su di un tema in cui improvvisare era ed è assolutamente dannoso e controproducente. Che si tratti di una commissione speciale lo sa anche la maggioranza del nuovo Sindaco, la quale infatti non ha nominato questa commissione assieme a tutte le altre ma l’ha rimandata per garantire una riflessione più approfondita. Continue Reading

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