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Una lunga “Settimana” antimafia

Posted on 23 maggio 2010 by Alessio Baù

Si conclude oggi la seconda edizione della “Settimana contro le mafie a Milano“, un progetto di rete civica frutto del confronto di cittadini e associazioni, nato da una idea partorita l’anno scorso assieme ad alcuni amici sensibili alla tematica.

Come già nel maggio 2009, abbiamo promosso sette nuovi giorni di appuntamenti, sparsi in spazi diversi della città, dedicati alla legalità.

La “Settimana” è una manifestazione trasversale, costruita da diversi gruppi interessati alla promozione di iniziative culturali di cittadinanza attiva e di antimafia nel territorio milanese. La Lombardia è una delle regioni italiane con le maggiori infiltrazioni mafiose e una delle prime per beni confiscati alla mafia. A Milano le mafie, ‘ndrangheta in testa, hanno uno dei loro porti sicuri per il riciclaggio, e fanno affari d’oro, a volte purtroppo con la connivenza della politica e del mondo imprenditoriale.

Abbiamo dunque intrapreso questo lavoro di informazione e diffusione di buone pratiche: si lavora in rete e a progetto. Ci guidano un senso di unità civica e la voglia di promuovere l’idea che ogni singolo cittadino può fare la differenza: non solo denunciando certe realtà sommerse, ma anche pretendendo il rispetto dell’etica pubblica, da parte tanto degli amministratori quanto del vicino di casa. Bucare il fisco, offrire lavoro in nero, chiudere un occhio su questa o quella piccola corruzione, raccomandare e farsi raccomandare sono tutti modi per legittimare, anche in piccolo, modi di fare mafiosi. Si parte da sé stessi.

L’ultimo appuntamento della “Settimana” è oggi, alle 17.00, presso l’Albero Falcone Borsellino di via Benedetto Marcello, a Milano, per la commemorazione della strage di Capaci. Era il 23 maggio 1992. Organizza Libera.

Un grazie a tutte le persone che si sono impegnate nel progetto!

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La legalità secondo i giovani del 20 marzo 2010

Posted on 24 marzo 2010 by Alessio Baù

A essere al corteo organizzato da “Libera” per la giornata della memoria e dell’impegno, sabato scorso, ho finito per pensare che non c’era più niente di cui preoccuparsi.

Non che manchino i segnali allarmanti, sul tema mafie: anzi, non bastano due mani per contarli.

La Lombardia è la terza regione per aziende confiscate alla mafie, la quarta per beni, e si tratta di una fotografia che continua a deteriorarsi nel silenzio di molti amministratori locali.

La morsa della ‘ndrangheta, la più potente organizzazione criminale fra le italiane, è salda in paesi della periferia come Desio, Buccinasco o Corsico, dove avvengono illeciti che vanno dall’inquinamento ambientale (173.000 metri cubi sversati di materiale tossico scoperti a Desio, l’anno scorso, per un totale di 65.000 metri quadri di terreni intossicati e sequestrati dalle forse dell’ordine), al traffico di droga (forse la massima fonte di guadagno delle mafie, a fronte di una richiesta di cocaina alle stelle), all’omicidio a sfondo mafioso (tre almeno le morti, lo scorso anno, nell’hinterland milanese).

Vedere migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze sfilare per la legalità però un segno positivo lo lancia, eccome. Quando furono uccisi Giovanni Falcone e poi, a due mesi di distanza, Paolo Borsellino, avevo meno di dieci anni, ma ben ricordo la rabbia e lo sdegno pubblici per quei fatti. Da allora ho sempre visto poco sdegno e molto silenzio. Ho visto le cose che abbiamo visto tutti.

Sabato a Milano oltre 150.000 persone si sono riunite per rileggere i nomi di chi con la lotta alle mafie ha perso la vita. Hanno chiesto verità e una classe politica degna, rispettosa delle regole e della legalità. Don Ciotti, il fondatore di “Libera”, sul palco in piazza Duomo ha quasi perso la voce per chiedere etica nella gestione della cosa pubblica. Almeno il 60% dei presenti erano giovanissimi: studenti degli istituti superiori, bambini, universitari, scout, ognuno carico di un piccolo bagaglio di fantasia, spirito di gruppo e senso del dovere. Sono il Paese reale. Mi piace pensarlo.

[Qui altre foto della giornata]

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