Archive | novembre, 2010

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Domenica a Milano parola agli aquilani

Postato il 26 novembre 2010 da Alessio Baù

Domenica prossima, 28 novembre, il cinema Gnomo di Milano (via Lanzone, 30) ospita una giornata di informazione e solidarietà dedicata agli aquilani, a un anno e mezzo dal sisma che ha colpito la città tutta lasciando alle sue spalle lutti, desolazione e una delle pagine più squallide della cronaca politica e amministrativa italiana di questi anni.

Tre i documentari che racconteranno l’Aquila del terremoto: “Sangue e cemento” di Thomas Torelli (alle 11), “Uscita di sicurezza” di Giuseppe Bianchi (alle 12) e il più conosciuto “Draquila” (alle 15), che sarà introdotto dalla regista, Sabina Guzzanti, in collegamento con Milano per raccontare il suo lavoro e rispondere alle domande della platea.

Durante il pranzo (alle 13.30) e l’aperitivo (alle 18.30) sarà possibile degustare ed acquistare alcuni prodotti del territorio aquilano, dialogare con i testimoni ed entrare in contatto con i Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) attivi in Abruzzo e in Lombardia, uniti da una rete di solidarietà interregionale.

Durante la giornata, organizzata da un folto insieme di associazioni  e gruppi di volontari, sarà possibile sostenere la raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare promossa dai cittadini aquilani e sostenuta dal Comitato 3e32. La giornata sarà in diretta web su C6tv. L’ingresso per tutta la giornata costa 7 euro e i ricavati saranno devoluti alle associazioni aquilane coinvolte dal progetto

Io vado, chi viene?

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A pranzo in una vera cucina svedese: Mud

Postato il 19 novembre 2010 da Alessio Baù

Qui in città le contaminazioni non sono mai abbastanza.

In viale Bligny 42 – a fianco del “piccolo mondo”, come lo chiamano – ha aperto, da un mese, una deliziosa caffetteria con cucina svedese, Mud. La prima volta che ci sono entrato ho avuto l’impressione di aver messo un piede a Londra e uno a Milano.

I colori pastello dell’interno si sposano dolcemente con un’atmosfera che si presenta fin da subito casalinga: cucina a vista, cura materna e funzionale dei dettagli, tanto legno e una cuoca sempre al lavoro, con garbo ed efficenza. La cucina svedese, a Mud, la porta lei, adottata bresciana ma svedese nel sangue e nel cuore: Mina. Ad accogliervi, però, ci sarà Dafnis, suo figlio, con un ciuffo 80′s da fare invidia al miglior Morissey.

Da Mud si possono fare colazione a buffet (5 euro, è aperto dalle 8), pranzo o merenda (è aperto fino alle 19) e i piatti proposti raccolgono la tradizione svedese e la propongono con un taglio metropolitano: panini freschissimi con salmone, formaggi, marmellata di fichi, verdurine, pollo (il mio preferito: lo “Chevres”, 4 euro), un piatto caldo del giorno (spessissimo di pesce) e  tante torte, poste, invitanti, sul bancone principale, a farsi mangiare con gli occhi (ho provato la chocolate cake con i lamponi e i biscotti allo zenzero, la prossima volta toccherà alla torta di carote…). L’occhio al dettaglio farà il successo di Mud, secondo me.

Plus: il locale, che è anche una piccola galleria d’arte, supporta l’uso dell’acqua pubblica, ha una rete wi-fi e non si può dire sia costoso, vista la zona in cui si trova.

Come si dirà buon appetito in svedese?

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“A questa città serve il racconto”. Nichi Vendola a Milano per Giuliano Pisapia: cinque punti del suo discorso

Postato il 07 novembre 2010 da Alessio Baù

“Giuliano, dimmi la prima frase”.

È cominciato con un ricordo affettuoso di Giuliano Pisapia per Nichi Vendola l’incontro di ieri sera al teatro Dal Verme fra il candidato alle primarie del centro sinistra milanese e il leader della nuova Puglia.

Erano, quelli, i tempi in cui i due condividevano i banchi in Parlamento, e la discrezione dell’odierno leader di “Sinistra e Libertà” aveva bisogno di un piccolo incoraggiamento iniziale, per spargere al microfono parole e idee.

Oggi Nichi Vendola è un sognatore sul tetto della politica italiana.

La discrezione, la cura nel suo modo di porsi c’è sempre, ma quella sorta di timidezza è diventata uno strumento di comunicazione accessibile, potente ed emozionante. Ieri sera – a fianco Pisapia e un accesissimo Gad Lerner – ha conquistato la sinistra milanese (“Left Pride”, l’ha giustamente chiamato Mario Portanova oggi sul “Fatto Quotidiano”): circa duemila persone si sono assiepate dentro al teatro (con code cominciate intorno alle 18, fra lo stupore dichiarato dagli organizzatori), e almeno altre mille o più sono rimaste fuori, tutte lì ad aspettare, soprattutto, le sue parole. Parole che narrano “situazioni di cambiamento”, citando Pisapia.

Quello che Milano ha smarrito, secondo Nichi Vendola, è “il suo racconto”, in particolare il “racconto sociale. Percepita da sempre, dai pugliesi, come “laboratorio di modernità, modernità che era efficenza e accoglienza”, la città si è poi trasformata, nei vent’anni di amministrazione a destra: “Ho visto Milano progressivamente rintanarsi – ha spiegato – l’ho vista spezzarsi con barriere sociali, culturali e architettoniche, che si sono intrecciate e l’hanno resa una città con troppe periferie non comunicanti e discariche sociali”. E ancora, ha denunciato una crescente inefficienza: “Se avessimo combinato noi al Sud un pasticcio come quello dell’Expo, ci avrebbero crocifisso”.

Secondo Vendola occorre ripristinare una visione, democratica, solidale e riformista, che nel passato ha dimostrato di far parte del dna milanese. L’amico candidato è l’uomo giusto: “Quella di Pisapia è una storia limpida. Lui non ha bisogno di inventare un pedigree elettorale”. E la sinistra milanese, ieri sera, sembrava tutta d’accordo con lui, premiato con più di una standing ovation. La sfida con l’architetto Stefano Boeri è più che mai aperta.

Ho scelto cinque brevi spunti, estrapolati e riassunti dal discorso di Nichi Vendola (che potete rivedere integralmente online), da condividere qui; cinque appunti che io per primo ho racchiuso nella memoria.

1) L’ELEGANZA DEL LINGUAGGIO

“Al posto della cultura della semplificazione bisogna ricostruire l’eleganza del linguaggio, contro un plebeismo piccolo borghese che segna il nostro vocabolario”

2) LA PAROLA LIBERTA’

“La sconfitta della sinistra non è elettorale, è culturale: Berlusconi si è inserito nell’Italia di mucillagine, lui ha vinto nel disconnettere la parola libertà dal sapere e dal lavoro, facendoci balenare un’idea di libertà che vive tutta nei circoli commerciali”

3) L’EPIFANIA DELL’OMBELICO

“Abbiamo perso anche sul piano onirico: i sogni e gli incubi sono mutati. I sogni di oggi sono dentro un circuito di epifania dell’ombelico. Ruby, lo dico con dolore, è una dissipazione di umanità”

4) SINISTRA SENZA AGGETTIVI

“Voglio essere rappresentante di una sinistra senza aggettivi. Sinistra. E punto”.

5) AMARE LE CITTA’

“Ho conservato una modalità di amare le città che è molto infantile: provo delle nostalgie struggenti per le città del mondo che amo. Desiderei tornare a Milano e riprovare lo stesso batticuore che ho provato quando avevo dieci anni”.

A me il batticuore, da milanese adottato, questa città non ha mai smesso di darlo, nonostante tutto. Chissà che non possa stupirmi ancora di più, nel prossimo futuro.

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